Decreto unico – Ministero dell’Istruzione della Repubblica di Liberoilverso.com

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 Recante «Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento concernenti le attività e gli insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi liceali di cui all’articolo unico del buon senso».
ANTEFATTO STORICO

Come alcuni di voi avranno letto, anche in questi giorni, si è riacceso un dibattito che, in realtà, non si è mai spento, grazie ad alcune interrogazioni parlamentari rivolte all’attuale Ministro della Pubblica Istruzione.  Tutto ebbe inizio nel 2010 quando, il Ministero dell’allora ministra Maria Stella Gelmini, portata alla “ribalta” grazie alla sua affermazione sull’omonimo tunnel  che (secondo lei) collegava la Svizzera e l’Abruzzo, emanò il Decreto 7 ottobre 2010, n. 211. Si trattava di uno schema di regolamento recante «Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento concernenti le attività e gli insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi liceali».

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Focus – La poesia ed il Nobel – II parte

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Riprendiamo le fila del discorso. Chi non avesse letto la prima parte può farlo scorrendo i post o, direttamente, cliccando QUI.

In breve. Dopo avere introdotto la nuova categoria di post (i “focus“) ed avere introdotto anche l’argomento trattato (il rapporto tra la poesia ed il premio Nobel per la letteratura), mi tocca, come promesso, dare voce ai numeri.

Per iniziare vi fornisco tutti i parametri:

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Focus – La poesia ed il Nobel – I parte

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Oggi si apre una nuova categoria di post, i “Focus“.

Termine che indica un approccio particolare ad un determinato aspetto della poesia, argomento trattatofatto storico, opera poetica e via dicendo. La nostra lente di ingrandimento sarà sempre puntata sulla poesia ma parleremo e ci concentreremo solo di un suo aspetto.

Ho riflettuto su come iniziare, se parlare del più importante aspetto della poesia, l’amore; o se parlare di un’opera in particolare o di un suo autore. Alla fine ho deciso di entrare a gamba tesa col rischio di commettere un fallo. Dico ciò, perché è sotto gli occhi di tutti (anche in rete), ciò che nell’ultimo decennio è accaduto. La poesia è “snobbata” dal più autorevole (dicono) riconoscimento letterario al mondo, il Nobel per la letteratura.

Mi sono preso la briga, da un po’ di tempo a questa parte, di scorrere i vincitori del suddetto premio, dal primo all’ultimo. Ho scoperto alcuni aspetti che fino a poco tempo addietro non avrei pensato. Aiutato da una calcolatrice e da tanta pazienza i risultati credo siano importanti, comprensibili ed a volte sorprendenti.

In poche parole mi sono chiesto:

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La poesia nel cinema – Robert Frost (Stephen King, Roberto Benigni, Robin Williams)

Robert Lee Frost (San Francisco, 26 marzo 1874 – Boston, 29 gennaio 1963) è stato  un poeta statunitense.

Per parlarvi di Frost, partirei dal 20 gennaio del 1961. Quel giorno il sole brillava su Washinton. Era il giorno dell’inaugurazione del trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti D’America. J.F.Kennedy si apprestava al giuramento. “JFK” volle presenti alla cerimonia tanti scrittori, artisti e scienziati; tra questi era presente il nostro autore. Frost, infatti, fu uno dei poeti preferiti di John Fitzgerald Kennedy.

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Per la sua vita vi rimando all’enciclopedia digitale di Wikipedia. Cliccando QUI avrete tante informazioni bibliografiche del poeta.

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1. Partiamo da “Dreamcatcher” (L’acchiappasogni).

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La poesia nel cinema – Autumn in New York, Criminal Minds & Emily Dickinson

1. Autunno a New York è un film del 2000 diretto da Joan Chen, e interpretato da Richard Gere, Winona Ryder e Anthony LaPaglia. Charlotte Fieldingne (Winona Ryder) ha ventidue anni, una malattia probabilmente incurabile, una passione per Emily Dickinson, per le perline, le farfalle e per abiti di un kitsch vezzoso.

2. Criminal Minds è una serie televisiva statunitense di genere poliziesco, ideata da Jeff Davis e prodotta dal 2005.

Nella quinta serie, sedicesimo episodio “Mosley Lane di Criminal Minds è presente una citazione di Emily Dickinson. Il testo è lo stesso che troviamo nella prima citazione in “Autumn in New York” anche se con una traduzione leggermente diversa. Il personaggio che interpreta i versi è Jennifer “JJ” Jereau, al secolo Andrea Joy Cook, più conosciuta come A. J. Cook, attrice canadese.

Due sono le citazioni presenti in Autumn in New York; mentre una è presente nella serie Criminal Minds (più in basso i testi integrali delle poesie):

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La poesia in TV – Federico García Lorca

Federico García Lorca (Fuente Vaqueros, 5 giugno 1898 – Víznar, 19 agosto 1936), poeta e drammaturgo spagnolo appartenente alla cosiddetta generazione del ’27, un gruppo di scrittori che affrontò le Avanguardie europee con risultati eccellenti, tanto che la prima metà del Novecento viene definita la Edad de Plata della letteratura spagnola.

Di fronte alla chiesa c’è la casa dove sono nato. E’ grande, pesante, maestosa nella sua vecchiaia… Ha delle inferriate che suonano come campane. Da bambino i miei amichetti ed io le facevamo suonare con una sbarra di ferro; quel suo suono ci faceva impazzire dall’allegria e giocavamo a farle rintoccare a fuoco, a morto e a battesimi… Dentro, la casa è fredda e bassa. Sui suoi balconi le piccole scolare recitavano versi e canti quando passava la Madonna dell’Amore Bello ed io ero re con un bengala in mano.
Federico García Lorca

SE LE MIE MANI POTESSERO SFOGLIARE

Pronuncio il tuo nome
nelle notte buie,
quando gli astri vanno
a bere alla luna
e dormono gli alberi
delle foreste cupe.
Ed io mi sento vuoto
di passione e musica.
Orologio impazzito che canta
morte ore antiche.

Pronuncio il tuo nome
In questa notte buia,
e il tuo nome suona
più lontano che mai.
Più lontano delle stelle,
più dolente della pioggia quieta.

Ancora ti amerò
Come allora? Quale colpa
ha il mio cuore?
Se si alza nebbia
quale nuova passione m’attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!

Federico Garcìa Lorca

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A Cesena

Piove. È mercoledì. Sono a Cesena,
ospite della mia sorella sposa,
sposa da sei, da sette mesi appena.

Batte la pioggia il grigio borgo, lava
la faccia della casa senza posa,
schiuma a piè delle gronde come bava.

Tu mi sorridi. Io sono triste. E forse
triste è per te la pioggia cittadina,
il nuovo amore che non ti soccorse,

il sogno che non ti avvizzì, sorella
che guardi me con occhio che s’ostina
a dirmi bella la tua vita, bella,

bella! Oh bambina, o sorellina, o nuora,
o sposa, io vedo tuo marito, sento,
oggi, a chi dici mamma, a una signora;

so che quell’uomo è il suocero dabbene
che dopo il lauto pasto è sonnolente,
il babbo che ti vuole un po’ di bene…

« Mamma! » tu chiami, e le sorridi e vuoi
ch’io sia gentile, vuoi ch’io le sorrida,
che le parli dei miei vïaggi, poi…

poi quando siamo soli (oh come piove!)
mi dici rauca di non so che sfida
corsa tra voi; e dici, dici dove,

quando, come, perché; ripeti ancora
quando, come, perché; chiedi consiglio
con un sorriso non più tuo, di nuora.

Parli d’una cognata quasi avara
che viene spesso per casa col figlio
e non sai se temerla o averla cara;

parli del nonno ch’è quasi al tramonto,
il nonno ricco, del tuo Dino, e dici:
« Vedrai, vedrai se lo terrò di conto »;

parli della città, delle signore
che già conosci, di giorni felici,
di libertà, d’amor proprio, d’amore.

Piove. È mercoledì. Sono a Cesena,
sono a Cesena e mia sorella è qui
tutta d’un uomo ch’io conosco appena.

tra nuova gente, nuove cure, nuove
tristezze, e a me parla… così,
senza dolcezza, mentre piove o spiove:

« La mamma nostra t’avrà detto che…
E poi si vede, ora si vede, e come!
sì, sono incinta… Troppo presto, ahimè!

Sai che non voglio balia? che ho speranza
d’allattarlo da me? Cerchiamo un nome…
Ho fortuna, è una buona gravidanza…»

Ancora parli, ancora parli, e guardi
le cose intorno. Piove. S’avvicina
l’ombra grigiastra. Suona l’ora. È tardi.

E l’anno scorso eri così bambina!

Marino Moretti (1885-1979)