La poesia nel cinema – Jacques Prévert

Conosciamo Jacques Prévert guardando questo breve filmato della sua vita tratto da RaiStoria:


Berlinguer ti voglio bene è un film del 1977 diretto da Giuseppe Bertolucci, e interpretato da Roberto Benigni.


La poesia citata nel film è “Questo amore“. Vi propongo
a seguire il testo ed il breve stralcio tratto dal film:


Vista la particolare interpretazione che viene dal Film di Bertolucci, vi propongo una lettura più fedele del testo:

Questo amore

Questo amore
Cosi violento
Cosi fragile
Cosi tenero
Cosi disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore cosi vero
Questo amore cosi bello
Cosi felice
Cosi gaio
E cosi beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E cosi sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora cosi vivo
E tutto soleggiato
E tuo
E mio
E stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l’estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l’ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

Nel film “il postino”, Massimo Troisi afferma: “La poesia non è di chi la scrive, è di chi gli serve”. Se vogliamo è come dire che la poesia è soggettiva; può avere tante interpretazioni quanti sono gli uomini e le donne sulla terra.
Una prova di ciò può venire da un’altra poesia di Prévert, “Dejeuner du Matin” (Colazione del mattino). Infatti tanti sono i brevi cortometraggi che si possono trovare nella rete dove, vari artisti e semplici appassionati della videocamera si sono sbizzarriti dando la propria impronta alla bellissima poesia del poeta francese. Consiglio prima di leggere la poesia per meglio capire i lavori dei cortometraggi. Eccone alcuni esempi (a seguire il testo della poesia):






Déjeuner du matin- (Colazione del mattino)

Lui ha messo
Il caffè nella tazza
Lui ha messo
Il latte nel caffè
Lui ha messo
Lo zucchero nel caffellatte
Ha girato
Il cucchiaino
Ha bevuto il caffellatte
Ha posato la tazza
Senza parlarmi
S’è acceso
Una sigaretta
Ha fatto
Dei cerchi di fumo
Ha messo la cenere
Nel portacenere
Senza parlarmi
Senza guardarmi
S’è alzato
S’è messo
Sulla testa il cappello
S’è messo
L’impermeabile
Perché pioveva
E se n’è andato
Sotto la pioggia
Senza parlare
Senza guardarmi,
E io mi son presa
La testa fra le mani
E ho pianto.

Jacques Prévert

Sempre in tema di cortometraggi vi propongo un ultimo lavoro, a mio parere molto ben fatto.
La poesia in questione è la famosissima “I ragazzi che si amano”.  A seguire vedrete la stessa poesia utilizzata per lo spot di una nota casa di cioccolatini. Seguono video e testo:

Cliccando QUI potete vedere il blog del regista e montatore Tommaso Valente.

Poesia famosa questa che ha dato l’ispirazione ad artisti in campo musicale come Luca Carboni che ha composto una canzone che porta proprio lo stesso titolo della poesia; nonché, negli anni ’70/’80 anche ad un gruppo pop-rock italiano i “Collage” che vantano una partecipazione al Festival di Sanremo.

I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

Jacques Prévert

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