La poesia nel cinema – Meduse

Meduse è il sublime racconto di una solitudine. Una solitudine uguale e allo stesso tempo diversa per ogni protagonista di questo onirico, malinconico e delizioso racconto. Nel film di Shira Geffen e Etgar Keret, Caméra d’Or al Festival di Cannes 2007, troviamo una dolcezza che si fonde col dolore, la sofferenza regalandoci attimi di meravigliosa e sconvolgente poesia. Film per pochi, per chi sa superare la paura dei silenzi. Un finale da massima commozione.

Poesia tratta dal film “Meduse” (2007)
di Shira Geffen e Etgar Keret:

Una nave dentro una bottiglia non potrà affondare mai
Né ricoprirsi di polvere
E’ carina da guardare mentre naviga nel vetro
Nessuno è tanto piccolo da poterci salire
Nessuno sa dov’è diretta
Il vento non può gonfiare le sue vele
Non ha vele
Solo lo scafo come un vestito
E sotto, meduse.
La sua bocca è asciutta
Nonostante sia circondata dall’acqua
Lei beve dal profondo degli occhi
Che non chiude mai
Morirà senza far rumore
Non si infrangerà sugli scogli
Lei rimarrà ferma e orgogliosa
E se non hai baciato lei mentre andavi via
Amore mio
Se puoi bacia me quando ritorni.

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